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Unique Kriegsmodel

Pistola Unique Kriegsmodel (Ordinanza tedesca)

in calibro 7,65 Browning

Riporto quanto pubblicato da Giacono “Lancieri Novara” sul forum di Miles:

Unique Modello 16, 17 e Kriegsmodel

Nel 1921 M.J.Uria installò a Behobie un’officina per la fabbricazione di pistole automatiche che prese il nome di Manufacture d’Armes des Pyrennes Francaises (MAPF). Cinque anni più tardi l’azienda si trasferì a Hendaye in Avenue des Alles.
Gli ingenti quantitativi di armi prodotte nel corso della Prima Guerra Mondiale avevano saturato il mercato e non vi era richiesta di pistole militari. Invece il clima di turbolenza sociale del primo dopoguerra creò una notevole domanda di pistole da difesa destinate al mercato civile. Andando incontro a queste esigenze l’azienda produsse alcuni modelli di pistole automatiche ispirate alla Browning 1906, in calibro 6,35 mm che incontrarono un discreto successo di vendite per merito del buon livello di lavorazione e della qualità dei materiali impiegati, del tutto superiori alla produzione corrente spagnola e belga. Presso la ditta di Hendaye era inoltre praticata una politica commerciale piuttosto spregiudicata: le armi venivano prodotte sotto vari nomi, spesso fantasiosi (Audax, Demon, Furor, Le Lion, Triomphe Francais) o presi a prestito da prestigiose armerie o aziende che le commercializzavano.
A Hendaye diversificarono anche l’offerta di prodotti, sempre senza sforzare le meningi, vennero fabbricate la Modello 10, in calibro 6,35 copia della Browning FN 1906, ma priva di sicura dorsale, la modello 11 in pari calibro era invece dotata di tale sicura, la modello 12 aveva anche un indicatore del colpo in canna mentre la 13 e la 14 avevano caricatori maggiorati (7 e 9 colpi rispettivamente).
Senza brillare per inventiva, ma lavorando in modo ineccepibile l’azienda si ritagliò una cospicua fetta del mercato degli anni ’20 e ’30.
Il mercato di armi per uso di polizia e militare si andava riavviando e la fabbrica di Hendaye produsse una automatica in calibro 7,65 mm, la modello 15 di dimensioni molto contenute e idonea alla difesa personale o all’uso per polizia in borghese. In seguito venne messa in produzione un’arma in 7,65 basata sulla tipologia Eibar: la Modello 16. Più chiaramente volta al mercato militare la Modello 17 una Ruby copiata di sana pianta dai modelli spagnoli ben noti ai francesi che ne avevano acquistato centinaia di migliaia nel corso della prima guerra mondiale. L’idea può apparire del tutto sballata e in gran parte lo è, ma forse il ragionamento fatto dai tecnici di Hendaye doveva suonare più o meno così: “le Ruby sono armi spesso disprezzate e criticate per la scarsa qualità e la lavorazione approssimativa, ma le migliori aziende spagnole avevano fornito un prodotto valido ed efficiente, anche perché derivato dagli eccellenti progetti di Browning: la FN 1903 e 1906. Se realizziamo un’arma copiata dalla Ruby, ma prodotta in modo ineccepibile e realizzata con materiali di qualità otterremo una pistola efficiente ed affidabile, certo non modernissima, ma di costo accettabile.”
La Modello 17 dimostrò l’efficacia del ragionamento: numerose polizie municipali di importanti città e corpi armati dello stato si dotarono della pistola prodotta ad Hendaye. All’addensarsi di nubi minacciose il Ministero della Guerra Francese ordinò alla MAPF un lotto di 18.000 armi che vennero consegnate tra il 1939 e il 1940. Queste armi destinate ad organismi statali sono caratterizzate dalle tipiche guancette in materiale plastico con profondi solchi verticali e un grosso bollo circolare in cui sono iscritte le lettere RF (Republique Francais). Sul carrello delle prime armi fornite compare la seguente scritta su tre linee:
“MANUFACTURE D’ARMES DES PYRENNEES HENDAYE
LE VERITABLE PISTOLET FRANCAIES ‘UNIQUE’
MARQUE DEPOSEE CAL. 7.65MM S.F.M”
Gli esemplari forniti in seguito all’Armata Francese recano una scritta più semplice :
“7.65 COURT 9 COUPS “UNIQUE”

Dopo la prima fase di “drole de guerre” il 10 maggio 1949 I tedeschi scatenarono la loro offensive contro la Francia aggirando, con l’invasione di Olanda e Belgio, la ponderosa linea Maginot. Il 22 giugno venne stipulato l’Armistizio con il Governo di Vichy, tra le clausole di questo documento era inclusa l’occupazione della città di Hendaye. Il 26 giugno truppe motorizzate germaniche presero possesso della città e posero la Manufacture d’Armes des Pyrennes Francaises sotto il loro controllo. 8.000 pistole modello 17 vennero sequestrate immediatamente, secondo quanto afferma Jean Huon nel suo libro “Les pistolets automatiques francais”.
Circa la ripresa dall’attività della fabbrica esistono pareri differenti; secondo alcuni autori la fabbrica avrebbe continuato la sua attività senza interruzioni. Secondo altri i tedeschi si rivolsero ai prodotti della MAPF solo dopo avere subito ingenti perdite di materiali in Russia.
La nostra personale opinione è che i tedeschi non si lasciarono sfuggire, come già avevano fatto altrove in Europa, l’occasione di procurarsi armi di cui comunque avevano necessità. Sarebbe errato ritenere che solo forti perdite causino una carenza di materiale, anche la formazione di nuove unità, la crescita degli effettivi e dei servizi crea la discrepanza tra bisogno e disponibilità.
Le pistole Modello 17 furono prodotte inizialmente con i pezzi a magazzino, allestiti per la commessa dell’Armata Francese, su queste armi (si parla di circa 3000 pezzi) comparve ancora la scritta sul carrello:
“7.65 COURT 9 COUPS “UNIQUE”
e le guancette ebbero un marchio centrale caratterizzato da cerchi concentrici. In seguito si passò alla seguente scritta sul carrello:
“7.65 COURT 9 COUPS “UNIQUE”
MANUFACTURE D’ARMES DES PYRENNEES HENDAYE”
e sulle guancette fece la comparsa il bollo che diventerà tipico delle armi prodotte sotto l’occupazione recante la scritta : « 7,65 mm 9 SCHUSS »
Le armi presentavano ovviamente il WaffenAmt WaA251 o WaA20 e erano definite dagli occupanti Selbstlaepistole Unique (Unique era il nome commerciale della MAPF).
Gli organismi tecnici dell’Heereswaffenant suggerirono una revisione del disegno dell’arma, correttamente ritenuto antiquato. L’arma venne così dotata di un cane esterno e di un’impugnatura più confortevole, il modello venne definito Selbstlaepistole Unique Kriegsmodel dai tedeschi e R17 dai francesi, che continuarono a produrlo e commercializzarlo anche dopo la liberazione dai nazisti.
Quante armi e di quale modello furono prodotte per conto degli occupanti germanici presso la Manufacture d’Armes des Pyrennes Francaises ? La risposta non si presenta semplice, soprattutto per il secondo quesito. Il Colonnello R.D.Whittington, nel preparare il suo eccellente libro “German pistol and holsters 1934-1945” scrisse ad Hendaye alla Unique per poter disporre di dati certi. Il 7 febbraio del 1967 la fabbrica rispose con una cortese lettera che il Colonnello allega al suo testo in cui si specifica che nel periodo 1941-1944 furono fabbricate 80.000 pistole, tutte del modello R. L’ultima affermazione è palesemente inesatta esistendo numerosi esemplari di Modello 16, Modello 17 e Kriegsmodel dotati di Waffenamt. Il Col.Whittington ritiene che le armi vadano così distinte:
Modello 16 matricole comprese tra 25.000 e 28.000 per un totale di 3000 esemplari
Modello 17 matricole comprese tra 1 e 57.000 per un totale di 57.000 armi
Kriegsmodel matricole comprese tra 57.000 e 77.000 per un totale di 20.000 pezzi.
Jan Still nel suo “Axis pistol” indica come minore il numero di modello 17 prodotte, essendo secondo i suoi riscontri le matricole note di queste armi a partire da 21.000.
In effetti sul mercato collezionistico statunitense non sono reperibili Unique 17 con matricola inferiore a 21.000. Le 21.000 armi mancanti potrebbero essere magari altri modelli in calibro minore fabbricati per conto di Geco e AHAK i due maggiori importatori d’armi al tempo della II guerra mondiale in Germania. In effetti sono noti esemplari di MAPF modello 10 marcati Geco.
E’ anche possibile che un primo lotto di un 20.000 armi sia andato ad equipaggiare Divisioni di WaffenSS poi impiegate e distrutte sul fronte orientale.
In tutti i casi 80.000 pistole prodotte ad Hendaye vennero prese in carico dai tedeschi; la gran parte fu distribuita a personale delle truppe d’occupazione il resto andò a colmare le necessità di una guerra che ogni giorno di più inghiottiva uomini e materiali.
La cessazione dell’occupazione non significò la fine della produzione di armi destinate all’impiego militare, migliaia di pistole furono fornite all’Armata Francese che mentre stava per vincere la seconda guerra mondiale aveva già un piede nei conflitti coloniali del dopoguerra, dove verrà sconfitta: la Guerra d’Indocina e quella d’Algeria.
Un numero cospicuo di armi direttamente derivate dai miglioramenti apportati dai tedeschi con il loro Kriegsmodel vennero impiegate dalla Polizia Francese, e sempre secondo la citata lettera indirizzata a Whittington, tra il 1950 e il 1959 migliaia di pistole di questo modello furono acquistate dalla Polizia Federale Tedesca!

Descrizione tecnica

Le armi tipo Eibar sono talmente note da parere pleonastica la loro descrizione, facciamola per sommi capi e prendendo la modello 17 come riferimento, trattandosi di una copia conforme delle Ruby.
L’arma funziona a massa, la canna è vincolata al castello secondo il comune sistema a tenoni e mortise, la molla di recupero, avvolta attorno al guidamolla, è posta sotto la canna. Il cane è interno e l’alimentazione avviene per mezzo di un caricatore prismatico estraibile, capace di ben 9 colpi e dotato di fori per il controllo del numero delle cartucce. Il caricatore è mantenuto in sito da un ritegno a molla posto nella porzione inferiore e posteriore dell’impugnatura. Il congegno di scatto è semplice: una barra vincolata al grilletto trasmette il movimento di sgancio al blocco di scatto, il disconnettore è una semplice asta verticale che poggia inferiormente sulla barra di scatto e superiormente contrasta con il carrello, tranne che ad arma chiusa dove trova alloggio in un recesso del carrello stesso, lasciando libera la barra di scatto. Il sistema semplice ed efficace ha fatto proseliti (Beretta 34 docet).
Gli organi di mira sono costituiti da un mirino a lamina anteriormente e di una tacca di mira nella porzione posteriore. La sicura è costituita da una leva posta sul castello, a sinistra, al di sopra del grilletto, su cui agisce, serve inoltre per lo smontaggio presentando il carrello un recesso in cui si impegna la sicura bloccandolo in posizione arretrata, idonea allo smontaggio.
La Kriegsmodel differisce dallo schema sopra esposto per la modifica del sistema di percussione: abbandonato il cane interno lo si sostituì con uno esterno ad anello forato. Questa modifica svecchiò indubitabilmente il disegno tecnico dell’arma, garantendole una maggiore efficienza e affidabilità. La possibilità di armare manualmente il cane andando a percuotere nuovamente una cartuccia non esplosa era un’esigenza sentita in periodo bellico, in presenza di munizionamento militare di varia provenienza e con capsule talvolta più ostiche da accendere. Personalmente avrei preferito scarrellare e introdurre una cartuccia nuova che ribatterne una che già non aveva detonato. Ovviamente il riarmo richiede due mani libere, mentre la ripetizione del colpo può essere effettuata riarmando il cane con il pollice della mano che l’impugna.
Resta il fatto che tale modifica, ispirata dai tedeschi garantì la presenza sul mercato dell’arma ancora fino agli anni ’60.

Smontaggio

Estratto il caricatore a dopo aver accertato che nessuna cartuccia sia in camera di scoppio, si ruota la sicura verso l’alto e si arretra il carrello. Sul margine sinistro di questo è ricavato un recesso in cui si inserisce il dentino della sicura, bloccandolo in apertura. L’estremo anteriore della canna si presenta di diametro maggiore, in tale inspessimento della parete sone realizzate delle fresature che fungono da appiglio per le dita. Afferrata la canna le si imprime una rotazione in senso antiorario pari a un quarto della sua circonferenza. Così facendo avremo svincolato la canna dal fusto liberando i rilievi ricavati sotta la camera di cartuccia dalle corrispondenti fresature sul castello. Liberando la sicura e trattenendo il carrello lo si lascerà muoversi in avanti fino a svincolarsi dalle guide. Il carrello sfilato dall’arma contiene la canna e la molla di recupero : estratta quest’ultima, si può rimuovere la canna per l’ordinaria pulizia. Lo smontaggio da campagna è così completo. L’arma si ricompone operando, intuitivamente, all’inverso. Da notare che sia lo smontaggio che il successivo rimontaggio devono avvenire a cane armato.

Conclusioni

Le armi trattate sono modeste dal punto di vista progettuale anche se lavorazione e materiali impiegati sono di ottimo livello ; le avremmo volentieri archiviate come una produzione minore priva di interesse nello sviluppo delle armi corte se l’uso da parte germanica e nelle guerre coloniali della Francia non ne avesse fatto un oggetto degno d’interesse per il travagliato periodo storico in cui recitò la sua parte, certo non di prima donna, ma pur degna di menzione.

Scheda delle armi

Modello 17

Calibro : 7,65 mm
Lunghezza totale : 151 mm
Lunghezza canna : 81 mm
Peso : 785 gr
Caricatore : prismatico, estraibile, capace di 9 colpi
Funzionamento : a massa, ad azione singola con cane interno
Sicure : manuale e automatica al caricatore

Kriegsmodel

Calibro : 7,65 mm
Lunghezza totale : 151 mm
Lunghezza canna : 81 mm
Peso : 785 gr
Caricatore : prismatico, estraibile, capace di 9 colpi
Funzionamento : a massa, ad azione singola con cane esterno
Sicure : manuale e automatica al caricatore