Guide Lamp Liberator

in calibro .45 ACP

Pistola strana, la Liberator.
Gli americani si erano accorti che se paracadutavano gli Sten, questi finivano ad armare le truppe regolari.
E allora all’inizio del 1942 lo U.S. Joint Psychological Warfare Committee decise di studiare una nuova arma super economica e super semplificata da potere dare ai partigiani. Principalmente francesi, visto che in Italia di partigiani di fatto non ce n’erano. Sono venuti fuori quasi tutti dopo l’8 Settembre.
E nacque la FP-45.
Alla progettazione ci pensò George Hyde della Inland, che più avanti sarebbe diventato famoso come progettista dell’M3 Grease Gun.
Alla produzione ci pensò la Guide Lamp, del Gruppo General Motors.
A comporre la Liberator erano 23 pezzi in totale, quasi tutti stampati.
L’arma aveva una canna non rigata, ed il costo era risibile (2,10 dollari al pezzo).
La portata effettiva dell’arma era di 8 metri.

Per la prima volta un’arma era basata su una scocca portante.
Era monocolpo, ma nell’impugnatura trovavano posto 10 cartucce.

Per sparare bisognava tirare indietro il blocco otturatore (in zama), ruotarlo lateralmente, sollevare lo sportello della camera di cartuccia, infilare la cartuccia, richiudere lo sportellino e richiudere il gruppo otturatore.
Ed a quel punto si poteva sparare….
L’espulsione del bossolo sparato si faceva…. infilando una battecca dalla canna 🙂

Questo qui sotto è il foglio di istruzioni che veniva paracadutato assieme alla pistola…

E’ andata a finire che del milione di FP-45 (FP è l’acronimo di “flare pistol”, cioè “pistola lanciarazzi”, ed era stata chiamata così perchè nessuno decidesse di mettere il naso in questo progetto segreto…) ne hanno prodotte 500.000.
Ma Eisenhower autorizzò la distribuzione di meno di 25.000 pezzi…
Alla fine 450.000 pistole FP-45 furono date agli inglesi dell’OSS, che ne diedero un po’ alla resistenza greca nel 1944, ma per la quasi totalità finirono in fonderia!

Il risultato è che questo pezzetto di ferro e zama oggi viaggia, nelle aste, attorno ai 3.000 dollari americani.
E per una Liberator con scatola e foglietto originale si arriva oltre i 7.000.
Per chi si interessa di storia armiera, la Liberator appare di importanza notevole.
Per chi ha come unico scopo la diatriba “Beretta contro Glock”, beh… per loro è solo un pezzo di ferro. Ma spero che nessuno di questi frequenti questo sito 🙂