Heckler Koch HK4

Heckler Koch HK4

pistola multicalibro – .22lr 6,35br 7,65br 9×17

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Finita la seconda guerra mondiale, la città di Oberndorf, dove c’era la Mauser, finisce sotto il controllo francese, e la fabbrica di armi viene smantellata.
Tre progettisti della Mauser, che si chiamano Alex Seidel, Edmund Heckler e Theodor Koch, quarantenni, hanno perso il lavoro, e decidono di mettersi a lavorare in proprio, aprendo una propria sede nel 1948.
E producono biciclette, attrezzi meccanici e troncatrici.
L’azienda prende alla fine del 1949 il nome di Heckler & Koch GmbH, e con questa denominazione ancora la conosciamo.
Alex Seidel (nato nel 1909 e morto nel 1989) non è uno qualunque… a lui si deve il progetto della Mauser HSc, che qui vediamo (in alto) a confronto con la HK 4.

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Già nel 1952 Seidel sviluppa il prototipo di una calibro .22lr derivata dalla Mauser HSc, ma l’arma utilizza alcuni brevetti Mauser, e Seidel la abbandona.
Nel 1956 la Heckler & Kock partecipa al concorso indetto dalla BundesWehr per un nuovo fucile, e con il G3 vince il concorso.
Il G3 viene adottato dalla BundesWehr nel 1959.
Ma la Heckler Koch non ha in listino un’arma da fianco. Ci pensa Seidel, progettando nel 1964 una pistola multicalibro che verrà commercializzata nel 1967 come “HK4” che resterà in produzione (secondo il Blue Book of Gun Values) fino al 1984.
Il numero 4 è stato scelto perché la pistola ha la caratteristica di essere disponibili in 4 diversi calibri, e ci vogliono pochi secondi per passare da un calibro ad un altro, ed un paio di minuti per passare da un calibro a percussione centrale al .22 a percussione anulare.
La pistola è disponibile in calibro .22lr, 6,35 (.25 ACP), 7.65 Browning (.32 ACP), 9 corto (.380 ACP), e volendo è possibile acquistare una scatola che contiene le canne ed i caricatori in tutti i calibri (escluso per l’Italia, dove il calibro 9 corto era allora considerato “da guerra”).

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L’attrezzo con il manico rosso presente nella scatola di calibri è un attrezzo che serve per smontare lo scudo posteriore per passare dalla percussione centrale alla percussione anulare quando si voglia utilizzare il calibro .22lr.

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Pensata come arma per le forze di polizia tedesche, ne sono stati prodotti per questo scopo 12.400 esemplari (matricole da 40001 a 52400, anche assegnate alla Polizia di Frontiera in calibro 7,65 br.), per il mercato civile ne sono stati prodotti 26.550 esemplari con matricole da 10001 a 36550.
Harrington & Richardson ne ha importati in USA 8.700 pezzi con matricole da 001 a 8700.
Ne esiste anche una “copia” francese, prodotta dalla Manufacture des Armes de Saint Etienne, che andava ad equipaggiare la Polizia di Berlino Ovest che, per gli accordi internazionali, non poteva utilizzare armamenti della Germania Ovest, ed è per questo che le Walther P1 utilizzate a Berlino Ovest (che era una enclave all’interno della DDR) non erano prodotte dalla Walther di Ulm, ma dalla Manurhin francese).

Questo è l’esploso dell’arma:

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Per chi volesse leggere il manuale, eccolo:

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