Revolver Webley and Scott Mk. IV

Revolver Webley and Scott Mk. IV

calibro .38/200

Webley Scott sx

Alla Webley si sono vergognati a lavorare come i russi, lasciando segnacci di macchina utensile. E così hanno risolto con una parolina magica: “war finish”, un punzone che in due parole corte corte, significa: “non abbiamo tempo per onanismi mentali; adesso siamo in guerra, ma di solito… lavoriamo meglio di così!”

Webley Scott war finish

Ed è vero… di solito alla Webley lavoravano molto meglio di così. Quei segni di macchina utensile non pregiudicano minimamente la funzionalità del revolver. Sono solo antiestetici!

Webley Scott dx part

Gli inglesi durante la Grande Guerra avevano usato i revolver in calibro .455, calibro che secondo gli inglesi richiedeva un buon allenamento per fornire risultati accettabili. Ma finita la guerra, e con le forze armate decimate e composte da coscritti, nel 1922 decisero di cambiare calibro e di adottare un revolver più leggero che consentisse un proficuo utilizzo anche da parte di militari poco addestrati. La scelta cadde sul calibro .38/200, vale a dire una munizione .38 Smith e Wesson (nata nel 1877, e NON è la .38 Special!) con una palla da 200 grani, e quindi più pesante dello standard. La velocità alla bocca dichiarata era di 189 metri al secondo. La munizione fu adottata con la denominazione di Cartridge, Pistol, .380″ Mk IIz, ed era inizialmente dotata di palla in piombo e successivamente con palla camiciata perchè la palla in piombo fu considerata contraria al trattato de L’Aia La munizione restò in servizio nel Commonwealth fino al 1963 ed è ancora utilizzata dall’Esercito Indiano e da alcune nazioni africane. Di questi “giocattoli” la Webley ne produsse 120.000, ed è un revolver facile da utilizzare che dopo un minimo allenamento consente di ottenere buoni risultati.
Il caricamento avviene aprendo il revolver, ed il movimento dell’apertura aziona l’espulsore che provvede ad espellere i bossoli sparati:

Webley Scott aperta

Mentre i tedeschi si cimentavano in codici astrusi perchè nessuno potesse capire dove si trovava lo stabilimento che produceva le loro armi… quelli della Webley & Scott Ltd. lo scrivevano chiaramente, indicando anche la città (Birmingham) ed omettendo solo l’indirizzo… forse per ragioni di spazio!

Webley Scott punzoni sup

La punzonatura del modello non lascia adito a dubbi. Si tratta di un Mark IV in calibro .38:

Webley Scott punzoni

Le fondine in cuoio della Grande Guerra avevano lasciato il posto alle economicissime fondine in tessuto….

Webley Scott fondina

Mi rendo conto che, parlando di un’arma corta prodotta nel corso di una guerra mondiale… magari non è politicamente corretto definirla “divertente”. Resta il fatto che oggi è un revolver con una grande storia alle spalle e che è comunque piacevole da utilizzare e con un calibro facilmente ricaricabile (malgrado si sia costretti a fare ricorso alle palle da .358 vista la difficoltà nel reperire quelle nel diametro originale di .361).
Nel complesso è un’arma corta che si rivela molto interessante sia dal punto di vista storico che dal punto di vista dell’utilizzo nelle gare riservate ai revolver ex ordinanza.

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