Webley Mk. VI in cal. .455

Webley Mk. VI

in calibro .455 (ordinanza britannica)

Webley Mk. VI completa

Webley Mk. VI destra

Webley Mk. VI aperta

Webley Mk. VI punzoni

Webley Mk. VI sx

In attesa di avere il tempo di metterci le mani…. metto qualche appunto postato su FB dall’amico Maurizio:

Dato che non tutto si può ricordare, sono andato a guardare fra libri e appunti e traduzioni mie e ho messo insieme un po’ di roba. Spero che il tutto risulti abbastanza chiaro.

Dopo il 1902, la Webley & Scott lanciò sul mercato un altro modello in calibro 455, in alternativa ai suoi Webley Government (W.G.) e Mark IV. La nuova arma era basata interamente sul disegno di quest’ultima e tutti i componenti erano intercambiabili. La principale modifica era il restyling del castello per ottenere un miglioramento dell’impugnatura. Nella letteratura dell’epoca il revolver era indicato come WEBLEY “W.S.” NEW ARMY MODEL e accreditato dalla casa produttrice come specificamente studiato per soddisfare le esigenze delle truppe montate. Le lettere W.S. possono essere interpretate come l’acronimo di WEBLEY SERVICE, dato che l’arma era certamente una versione migliorata del revolver di servizio ufficialmente adottato. Inoltre, la serie matricolare dei modelli W.S. era la stessa dei Mark IV e dei successivi modelli di servizio.
La forma “a becco di uccello” del calcio del Mark IV venne modificata per ottenere un disegno generalmente più accettato per il tiro al bersaglio. La base venne appiattita e sul top strap si realizzò uno sperone angolato. Al posto del solito anello per il correggiolo venne utilizzata un’ansa appiattita e allungata.
Inizialmente la canna standard era da 6”, con mirino integrale, ma durante il corso della produzione vennero rese disponibili canne di diversa lunghezza e mirini speciali. I primi modelli (prodotti prima della prima guerra mondiale) erano offerti con canne da 7,5”, 6” o 4”.
Il revolver W.S. venne pubblicizzato per la prima volta dalla Army & Navy Co-operative Stores nel marzo del 1905, al prezzo di 91 scellini. In pratica, 9 scellini in meno di un equivalente modello W.G. dell’epoca (mentre il Mark IV Service Revolver costava 85 scellini).
Erano disponibili due versioni, ciascuna identificata da una scritta (“W.S.” ARMY MODEL oppure “W.S.” TARGET MODEL) impressa sula faccia sinistra del barrel strap. La versione ARMY aveva normalmente una canna da 6” e guancette in vulcanite, mentre la TARGET montava una canna da 7,5” con guancette di noce zigrinato. La maggior parte dei modelli Target aveva anche un profondo solco orizzontale macchinato su ciascun lato del barrel lug. L’esatto significato di queste scanalature è piuttosto oscuro, e può darsi che siano state introdotte per ragioni puramente estetiche. Tuttavia, sembra più probabile che fossero destinate a compensare l’aumento di peso in volata di una canna da 7,5”, per mantenere un equilibrio accettabile per il tiro da competizione. Per entrambe le versioni del revolver W.S. era possibile ordinare una tacca di mira regolabile in derivazione, rendendo l’arma ancora più adatta al tiro.
Il revolver con il più basso numero di serie di questa categoria (88056) era marcato “W.S.” ARMY MODEL ma presentava guancette in noce zigrinato. Inoltre, era dotato di una convenzionale canna da 6” con mirino integrale e guide per l’inserimento in fondina. Questa particolare arma era camerata per le cartucce 455/476 Government e reca un punzone del banco di prova di Birmingham prima del 1904 (corona e scettri).
In un altro esemplare, matricola 122599, è stata osservata una variazione dello stile del barrel catch. Invece della normale staffa collegata ad una leva, non è presente alcuna leva e la chiusura viene semplicemente spostata all’indietro col pollice. (Un componente analogo veniva all’epoca utilizzato anche sui modelli W.P.) Entrambi i lato della chiusura erano zigrinati, in modo da ottenere una superficie non sdrucciolevole e in una scanalatura sulla sommità era inserita una tacca di mira regolabile.
Sembra che nei primi modelli W.S., mentre venivano montate varie combinazioni di lunghezze di canna e materiali per le guancette, non sia stata inserita alcuna migliori tecnica. Si ebbe, tuttavia, un tentativo isolato di modificare il meccanismo di blocco nel settembre del 1902, quando William Whiting, all’epoca Works Manager della Compagnia, propose un metodo per regolare la posizione del grilletto. Egli aveva apprezzato il valore di questo nuovo modello Webley come arma da competizione e si stava sforzando di perfezionarlo per l’uso in quel particolare ruolo.
Nella forma standard, il meccanismo di blocco W.S. consentiva al revolver di essere utilizzato sia in singola azione per il tiro al bersaglio che il doppia azione per un fuoco più rapido. Whiting aveva sottolineato come, nell’uso di una simile arma nel tiro al bersaglio, riarmando il cane a mano si determinasse un movimento all’indietro del grilletto, il che avrebbe potuto disturbare la mira. Egli quindi propose un metodo per far sì che il grilletto restasse quasi fermo mentre il cane veniva armato. La modifica venne brevettata il 10 settembre del 1902 (No. 20430), ma – per quanto è stato possibile stabilire – mai messa in produzione. I registri di fabbrica indicano che il W.S. No. 118669 venne venduto dalla Webley & Scott alla Army & Navy Co-operative Stores nel 1905, mentre annotazioni successive indicano la vendita di un W.S. “NEW MODEL” (Serial No. 122441) nell’anno 1908, il che suggerisce che in questo periodo siano state introdotte delle modifiche. In effetti, nel numero di matricola 126870 e in esemplari successivi sono state osservate la sostituzione della rigatura standard a 7 solchi con una a 6 solchi e un’importante modifica del barrel catch.
Per rafforzare il fermo nel punto in cui fa perno e ottenere una collocazione più positiva, su entrambe le facce interne della staffa è stata realizzata una protuberanza. Ciò ha anche permesso un aumento della porzione filettata del perno nel punto in cui viene impegnato e trattiene il fermo sul lato destro. Su ciascun lato del castello venne macchinato un corrispondente recesso per accogliere le protuberanze. Prese la forma di un canale, inclinato di circa 10° per assicurare l’ulteriore ritenzione del barrel catch quando il perno veniva rimosso. Nei primi modelli, l’azione della molla del barrel catch spingeva il fermo in direzione posteriore, rendendo più difficile tornare ad ingaggiare il perno. Nella forma rivista, il barrel catch può ancora fissare efficacemente la canna, anche quando il perno sia stato rimosso.
La maggior parte dei modelli W.S. era dotata di una vite aggiuntiva per tenere in posizione la cam lever sul castello, come era stato introdotto a partire dai revolver di servizio Mark III. Tuttavia, sono stati identificati alcuni esemplari, compresi fra il numero di matricola 134000 e 135000 che sono privi di questa vite di fissaggio. Il catalogo Army & Navy Co-operative Stores del 1912 identifica quest’arma come “W.S.” BISLEY & TARGET MODEL e lo offre al prezzo di 105 scellini. Continuò a pubblicizzarla fino al 1916 in entrambe le forme (ARMY e BISLEY TARGET) insieme alla versione W.G. Target. In quel periodo, ovviamente, i revolver W.S. venivano acquistati dai membri delle forze armate britanniche come equipaggiamento personale, dal momento che agli ufficiali veniva richiesto di acquistare personalmente la propria arma da fianco scegliendo entro un’ampia gamma di armi che accettavano il munizionamento governativo standard. Le vendite al settore privato ripresero dopo la prima guerra mondiale, con il W.S. inserito nella stessa serie matricolare del Mark VI, con cui condivideva parti intercambiabili. Le ultime pubblicità e i cataloghi Webley si riferiscono sia ai modelli W.G. che ai W.S. come BISLEY TARGET REVOLVERS, una nomenclatura adottata grazie alla loro popolarità fra i tiratori civili e militari nelle principali competizioni. Il prezzo di acquisto di un W.S. BISLEY TARGET MODEL con canna da 7,5” e mire regolabili era, nel 1926, di 123 scellini. Con altri 6 scellini era possibile averlo nichelato.

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