Luger Simson & Co.

Luger Simson – epoca Repubblica di Weimar
(vecchia scheda, attorno all’anno 2000)

Luger Simson sinistra

E’ una ex ordinanza, per certi versi….
Ma iniziamo dalla “parte brutta”… il calibro è stato modificato per renderla compatibile con le assurde Leggi italiane in materia di armi. E così l’originale calibro 9 para è stato massacrato, ritubando l’arma in calibro 7,65 para.
Questo va contro tutti i miei principi, ma una serie di fattori mi hanno spinto a metterla comunque in collezione. Potrei partire da un fattore di natura economica, visto che si è trattato di una transazione interessante sotto questo punto di vista. In fondo… il costo è stato inferiore a quello di una Beretta 98 civile usata.
Eppure… non è stata questa la ragione principale. Si è trattato fondamentalmente di una scelta di tipo “storico”, che mi ha spinto a trascurare l’innata repulsione che ho nei confronti delle armi ritubate.
Ma questa Luger mi ha riportato a letture giovanili, e mi ha fatto piombare di peso nelle pagine de “l’Obelisco Nero” di Erich Maria Remarque.
La Luger era stata per certi versi un’arma-simbolo durante la Grande Guerra.
Il difetto principale era sicuramente quello di essere estremamente costosa, a causa delle basse tolleranze di lavorazione che richiedeva, e di essere troppo “delicata”. Non era certo un’arma da potere usare dopo averla buttata in una pozza di fango, come si pretende oggi da un’arma militare. Ma era un’arma con ottime qualità balistiche. E non è un caso se le fondine delle Luger assomigliano più a delle “scatole stagne” che non a delle fondine!
Ma veniamo al punto di vista storico… la Germania era uscita dalla Grande Guerra in condizioni pietose, sia da un punto di vista economico che sociale. Ed i vincitori si erano decisamente “vendicati” applicando tutte le sanzioni che potevano, comprendendo tra queste sanzioni anche quelle di carattere militare. Praticamente, il Trattato di Versailles aboliva l’esercito tedesco, limitandolo ad una forza totale di 100.000 uomini, ed impediva la produzione di armi che potessero avere un utilizzo militare.
In effetti… a costo di passare per un “revisionista”, il Trattato di Versailles mise le basi che avrebbero inevitabilmente provocato la Seconda Guerra Mondiale… ma questa è una nota a margine che ha poco a che fare con l’oplologia.
Malgrado le numerose limitazioni imposte dal Trattato, la polizia continuava ovviamente ad esistere, ed aveva bisogno di armi, ed anche quei 100.000 militari che restavano in servizio avevano bisogno di armi, non potendo contare solo sul misero arsenale che era sopravvissuto alla Grande Guerra.
Nel 1922 una azienda armiera di Suhl ottenne il permesso di tornare a produrre le Luger, per darle in dotazione alla polizia ed ai pochi membri dell’esercito rimasti.
L’azienda era la Simson and Co., di proprietà di ebrei (detto così, sembra quasi una precisazione razzista ed inutile…. ma vedremo che non è una precisazione razzista, e non è inutile), che nel periodo tra il 1922 ed il 1932 produsse circa 25.000 pistole Luger.
Di fatto l’ascesa al potere di Hitler portò alla chiusura della Simson, che essendo appunto un’azienda a capitale e conduzione ebraica era decisamente invisa al nuovo regime, e fu “spinta” a cedere le proprie attività alla Krieghof. In effetti la cessazione dell’attività della Simson avvenne nel 1934, ma già dal 1932 non venivano più apposti i marchi di produzione, ma soltanto una lettera “S”, visto che comunque si trattava di armi prodotte in violazione del Trattato di Versailles, che restava in vigore.
Diamo un’occhiata alla pistola… si tratta di una versione che viene definita “blank chamber”, visto che in corrispondenza della camera di cartuccia non è riportato l’anno di produzione:

Luger Simson punzoni

Apparentemente è monomatricola, ed il numero è piuttosto basso.

Luger Simson matricola

Sulla parte anteriore troviamo una dicitura A.S. 505…. ed A.S. è l’abbreviazione tedesca di “Scuola di Artiglieria”.

Luger Simson reparto

Vista da questo lato…. è più “rassicurante” 🙂

Luger Simson vista posteriore

Il fondello del caricatore è realizzato in “stile Weimar” in alluminio… e riporta lo stesso numero dell’arma.

Luger Simson fondello caricatore

Per farsi un’idea della complessità dell’arma, ho approfittato del fatto che di recente la Numrich, noto fornitore americano di ricambi per ex ordinanza, ha messo on-line l’esploso di una Luger.

Eccolo:

luger08

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