Rivoltella Glisenti modello Glisenti (1886)

Rivoltella Glisenti modello Glisenti

calibro 10,4 Ordinanza Italiana

Glisenti 1886 sx

All’inizio degli anni settanta del ventesimo secolo non si sapeva che fine avessero fatto i brevetti presentati dal napoletano Bodeo per la modifica della rivoltella Chamelot Delvigne.

Furono ritrovati da Francesco Denaro, e subito si vide che c’era qualcosa di strano.

Brevetto Bodeo

Bodeo infatti con il brevetto dell’11 Dicembre 1886 non proponeva la modifica di una Chamelot Delvigne, ma di un revolver non meglio identificato.

Lasciatemi dire in tre righe quello che dovrei scrivere in venti pagine. Oggi siamo abituati a pensare che le armi italiane siano quelle della Beretta, e che la Beretta abbia sempre fabbricato armi.

E’ la potenza della pubblicità, che riesce a farci credere che l’austriaco Hitler fosse tedesco, e che il tedesco Beethoven fosse austriaco.

Se guardiamo i brevetti italiani dal 1855 al 1890, quello che salta agli occhi è la totale assenza dei Beretta. Nemmeno mezzo brevetto in mezzo secolo!

Invece i Glisenti erano attivissimi. Avevano cominciato a fabbricare armi nel cinquecento, Francesco era stato un eroe del Risorgimento, e quando nell’ottocento si parlava di armi, i Glisenti erano sempre presenti.

Il re d’Italia aveva dato in concessione a Francesco Glisenti una miniera di ferro alla sorgente del fiume Mella, la “miniera Alfredo”. E lungo tutto il corso del Mella (“ricco d’onor, di ferro e di coraggio”, si scriverà più tardi) ogni volta che la corrente lo consentiva, si trovava una ruota che utilizzava la potenza dell’acqua per permettere ai Glisenti di lavorare i metalli.

I Glisenti hanno abbandonato il settore armiero nel 1907, ed infatti la pistola semiautomatica 1910, che pure è detta “Glisenti”, non fu prodotta dalla Glisenti.

Le attività manifatturiere furono rilevate dalla Tempini (che non mantenne le promesse fatte ai venditori, licenziando buona parte delle maestranze), che a sua volta fu rilevata dalla “Metallurgica Bresciana”, e spesso troviamo sulle Bodeo 1889 di produzione più tarda il punzone “Metallurgica Bresciana già Tempini”.

La Glisenti era un’azienda enorme, che poteva contare sul minerale migliore, sui migliori forni per la produzione dell’acciaio, e che aveva maestranze che lavoravano spesso a domicilio.

Il primo forno Martin-Siemens italiano per il riutilizzo dei rottami di ferro, fu messo in funzione dalla Glisenti nel 1883.

Sul sito della Glisenti, che esiste ancora e che si occupa della produzione di ghisa sferoidale, un trafiletto racconta che il termine “rivoltella”, che in Italia attribuiamo alla “pistola a rotazione”, deriva da Vincenzo Rivolta, maestro armiere della Glisenti che aveva il compito di controllare che i pezzi che gli operai lavravano a domicilio fossero ben eseguiti. Personalmente ritengo si tratti di una favola, ma è sicuramente un’ipotesi suggestiva.

Tornando a questa rivoltella, possiamo vedere che nel 1886 Bodeo usa la “modello Glisenti” come base per il brevetto che avrebbe dato luogo alla “pistola a rotazione modello 1889”.

In vita mia di queste pistole ne ho viste tre. Una era di Luciano Salvatici, che la pubblicò in un bellissimo articolo su Diana Armi (nel 1982) e nel suo ormai introvabile libro “Pistole militari italiane” (1985).

La mia, matricola 87, non era in dotazione militare. Faceva parte di una coppia di rivoltelle acquistate da un nobile dell’Italia centrale.

Le rivoltelle erano di proprietà del nobile, e venivano assegnate all’occorrenza alle “guardie” che sorvegliavano i suoi possedimenti e mantenevano l’ordine pubblico.

Si conosce un esemplare, conservato in museo, che riporta il punzone della Polizia.

Ma all’epoca non esisteva il concetto di “ordinanza” come lo intendiamo ora. L’ufficiale dell’Esercito acquistava l’arma pagandola di tasca propria, e secondo le proprie disponibilità.

E niente esclude che durante la Grande Guerra anche le “Glisenti modello Glisenti” abbiano fatto la propria parte in trincea, assieme alle “pistole a rotazione 1874”, alle “pistole a rotazione 1889” ed anche alle Tettoni prodotte in Spagna!

Nel timore di non essere stato chiaro, ribadisco che questa è a tutti gli effetti una Chamelot Delvigne 1874 con qualche modifica estetica (e molto alleggerita!).

Ecco qualche dettaglio:

Glisenti 1886 estrattorePer la prima volta viene adottato su questa tipologia di armi il grilletto pieghevole, ma anzichè essere libero come quello della Bodeo da truppa (dove occorreva alzare leggermente il cane per bloccare la parte terminale del grilletto in un apposito recesso realizzato nella parte inferiore del castello) qui il grilletto era vincolato dall’ennesima molla:

Glisenti 1886 grilletto

Nell’attesa di avere un po’ di tempo libero (tra vent’anni!) per poter effettuare una disamina più approfondita delle pistole a rotazione italiane, ecco l’altro lato della rivoltella:

Glisenti 1886 dx

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